Come si scrivono le note in una tesi di laurea

Citazioni, note, parentesi di discorso che in una tesi di laurea vanno a pie’ di pagina… eccoci qui ad affrontare il quesito di come si fanno le note della tesi, nel modo più comune e corretto.

Un aiuto per la tesi di laurea presuppone certo un’indicazione da questo punto di vista, dato che le note sono fondamentali per l’approfondimento del contenuto e per le citazioni. Nel senso che hanno una doppia funzione: il rimando ai lavori altrui tramite le fonti, e il rimando alle proprie idee anche sotto forma di notazioni.

Le citazioni nelle note della tesi: un aiuto per la scrittura

Se da una parte menzionano il testo da cui avete preso una citazione o una dichiarazione, dall’altra possono aprire un discorso di piccolo approfondimento.

Nel primo caso, in una tesi si possono estrapolare delle citazioni di studi celebri, immettendo un virgolettato, di cui andrà menzionato il testo alla fine.

Ad esempio, la celebre frase “il fine giustifica i mezzi” in realtà è un sunto di un discorso contenuto nel libro XVIII de Il Principe di Machiavelli “[…]nelle azioni di tutti gli uomini, e massime de’ Principi, dove non è giudizio a chi reclamare, si guarda al fine. Facci adunque un Principe conto di vivere e mantenere lo Stato; i mezzi saranno sempre giudicati onorevoli, e da ciascuno lodati”.

Di certo l’opera andrà citata a pie’ di pagina nella nota corrispondente, magari per una tesi sulla politica, o sulla letteratura così come per sostenere una teoria psicologica.

Andrà citata, appunto, nelle note, con modalità ben precise. Se si tratta di un testo che viene menzionato per la prima volta nella tesi, si dovrà scrivere il riferimento bibliografico per intero, anche con riferimenti alla pagina citata.

Es. N. Machiavelli, Il Principe, a cura di Corrado Bellarmini, Bologna 2011, p. 218.

Nel caso in cui continuate a citare questo capitolo, quindi la fonte è identica anche per la citazione successiva, rispetto alla nota precedente, si dovrà usare la dicitura latina Idem

Se, invece, cambiano le pagine, sarà necessario utilizzare la dicitura latina Ibidem, p. 219, se si tratta della pagina successiva ad esempio.

Nel momento in cui continuate a scrivere, le note si susseguono e poi, ad un certo punto, Machiavelli ritorna nel vostro discorso, allora si dovrà menzionare il testo come già citato.

Es. Machiavelli, op. cit. p. 220

Nel caso in cui le note descrivano solo un discorso di approfondimento, allora ovviamente non è necessaria né la citazione né il virgolettato.

Per scrivere le note della tesi di pagina senza sbagliare

Imparare a mettere una citazione bibliografica nelle note della tesi è un’operazione slegata dall’elenco della bibliografia ma non troppo. È bene ricordare che ogni testo citato, andrà inserito nell’elenco bibliografico.

La struttura della citazione di solito è questa:

Nome e cognome dell’autore, Nome del libro in corsivo, città dell’editore, l’editore, l’anno di pubblicazione, il numero della pagina/e.

Riportando, quindi, la citazione di cui sopra:

Niccolò Machiavelli, Il Principe, Bologna, Il Mulino, 2011, p. 218.

Nel caso di questa edizione curata da un critico in particolare, è necessario apporre la dicitura dopo il titolo

Niccolò Machiavelli, Il Principe, a cura di Giorgio Inglese, Bologna, Il Mulino, 2011, p. 218.

La citazione Cfr. all’inizio della nota rimanda alla parola Confer derivato dal latino Conferre, che significa Consulta.

Quando inserire le note nella tesi

Di certo in corrispondenza delle citazioni, oltre ai casi in cui una digressione non sia inseribile nel discorso. Se va ad inficiare la scorrevolezza del discorso, una breve notazione deve essere inserita a pie’ di pagina per non appesantire la lettura.

Anche per delineare piccole notazioni sulla bibliografia, come ad esempio parlando del testo di Machiavelli citato, si può pensare di inserire una nota ulteriore quando si delinea una interpretazione, per chiarire che si tratta di un’idea presa dalla redazione del curatore Giorgio Inglese.

Di certo non vanno inserite note ogni due paragrafi, quindi è bene valutare quando è il caso di chiarire il discorso o quando, si può tralasciare ogni dettaglio inutile.

Niente richiami superflui, quindi, ma delineare bene il vostro sapere. Perché scrivere bene una buona tesi di laurea, è sempre un lavoro frutto di chiarezza del discorso interno, scrittura ben delineata e revisioni periodiche, con aiuto o meno!

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