Un aiuto per la tesi e per il lavoro: le facoltà più “efficaci”

Per crearsi una solida carriera ci vogliono anni, e spesso si dice scherzando che già si inizia alle elementari; in realtà, sicuramente il momento della scelta della facoltà e della seguente tesi di laurea, è fondamentale per gettare le basi nel mondo del lavoro.

Scegliere la facoltà giusta influisce sulle prospettive di impiego e tanti sono gli articoli che ogni anni si leggono sulle valutazioni degli atenei di tutto il mondo. Chi può, legittimamente dovrebbe aspirare ad aprire l’orizzonte anche all’estero dato che l’annuale Global University Employability Ranking, fornisce una classifica degli atenei al top, come studio e ricerca del lavoro post-laurea.

Chi deve o vuole rimanere in Italia, può valutare sempre in tali classifiche, gli atenei nostrani…

Le facoltà col miglior tasso di occupazione dopo la laurea

Le università considerate migliori in Italia, dal punto di vista dell’impiego dopo la laurea, sono da valutarsi non solo come atenei top ma anche come titoli di studio. Ovvero, la Bocconi sarà utile come università per chi vuole lavorare nel settore economico, ma di certo se si desidera un’occupazione sicura, val bene anche un’università statale purché sia in Medicina.

Insomma, c’è da valutare la propria inclinazione, il rendimento nello studio con o senza un aiuto per la tesi, la valutazione sul mercato di tale laurea.

Se in Europa le 150 migliori università da questo punto di vista sembrano essere la Francia, la Svizzera e la Germania, in Italia spiccano come suddetto la Bocconi, il Politecnico di Milano e la Normale di Pisa.
Ma, al di là delle facoltà, qual è il corso di laurea che garantisce lavoro nel nostro paese?

Al primo posto tra gli studi più sicuri di garantire lavoro, ci sono quelli del settore medico, in cui quasi tutti i laureati sono occupati.
Se dopo la tesina di maturità si è ancora indecisi sul da farsi, c’è da valutare con attenzione se si ha una propensione per il campo medico e para-medico…

Seguono le facoltà di ingegneria (90% circa di occupati), architettura (85%), lauree di stampo politico-sociale (85%), mentre lingue straniere, informatica e diritto tengono buone medie ma non sono di totale garanzia. I laureati del gruppo scientifico trovano facilmente lavoro, seguiti da quelli del settore economico statistico, mentre il gruppo letterario e dell’insegnamento presenta un tasso di occupazione successivo alla laurea tra i più bassi (50,5%).
All’ultimo posto troviamo i laureati del campo geo-biologico, e c’è da domandarsi come mai non vengano fatti investimenti in questi settori produttivi.

Bisogna poi capire se il titolo di studio corrisponde al lavoro trovato… ci saranno pochi medici che diventano impiegati, ma diversi laureati in architettura che possono lavorare negli store di arredo e design!

Integrazione tra studio e lavoro

Il successo di tante facoltà è anche quello di intrattenere scambi con il mondo del lavoro, per cui gli studenti saranno avvantaggiati a trovare un impiego dopo la relazione della tesi di laurea.
Quindi, studiare bene, scrivere una tesi in modo corretto, prendere un ottimo voto… può essere un bel lasciapassare per il lavoro se si è all’interno di un circuito virtuoso di studio e professionalità.

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